OF THIS LAND
Ascoltare la più bella canzone dei Clannad
farlo immerso nella natura incontaminata di Glendalough
non ha prezzo.
Quel testo
nato proprio come omaggio al Cuore dell'Isola Verde
ha preso vita davanti a me.
E' stato come entrare nei segreti della canzone
come rubarne un po' l'essenza.
Quel momento resterà sempre.

How gentle was the breeze
That Surrounded the way
How loud the sea's roar on the four
Winds everyday
Sharing love, wounded gifts from
Ancient long ago
Together they closed in the circles we know
Will we treasure all the secrets with life's changing scenes
Where our hearts were warm with love
So much love
Will the flowers grow again as I open
Out my hand
Precious time
Time for healing
The beauty of this land
We will treasure all the secrets with life's changing scenes
Where our hearts were warm with love
So much love
Will the flowers grow again as I open
Out my hand
Precious time
Time for healing
The beauty of this land
How soulful those words that confuses the way
How wild the mountains stare as they guard our everyday
Take for granted noble hearts in the golden
Age that's flown
Between us recall on a strong road
We've known



BACK FROM THE ISLAND
Allora allora allora…il primo problema è: come rianimare un blog dopo 3 mesi di (quasi) assenza? Ho pensato di scrivere un post come un altro, come se niente fosse…ma non mi soddisfaceva.
Ho pensato di partire con una nuova rubrica, da aggiungere alle vecchie…ma ho deciso che questo sarà un passo successivo.
Alla fine ho capito: scriverò del perché questo posto non ha chiuso del tutto.
Ecco…
In primo luogo perché sono affezionato a Babylon, tantissimo. Sono tornato indietro ai primi giorni, in cui decisi di parlare di una giornata speciale con James Ivory, di catalogare liste da Isola Deserta, di postare i primi racconti inediti…e mi sono accorto di non aver toccato neanche un decimo di tutto quello che avrei voluto dire.
E ancora, più di qualcuno mi ha scritto in privato chiedendo notizie, lasciandomi bellissime parole appena due mesi dopo l’allentamento della pubblicazione…grazie di cuore!
Quando infine anche una lettrice silenziosa mi ha chiesto di riaprirlo, ho capito che era ora di rimettere mano alla penna (o al mouse) e di ricominciare.
Ah, dimenticavo una motivazione fondamentale: MI MANCAVATE!
Mi riferisco ovviamente ai proprietari dei blog che ho linkato qui, sulla sinistra. Mi mancava leggere la vostra opinione, mi mancava fare un salto a casa vostra per lasciare la mia. Non starò neanche a dirvi stronzate, non sono rimasto sintonizzato, non vi ho seguito senza commentare, mi sono proprio eclissato in questo periodo.
Ma eccomi qui, di nuovo.
…E per finire, la motivazione principale, quella pratica.
La verità è che non ero a Roma, né in Italia.
Ero sull’Isola, per convincere il buon Pasquale lo Squalo a tornare indietro, dai suoi cari…e la foto che vedete qui sotto è stata scattata proprio da lui, durante quello che è stato l’addio più difficile, per me.
Namasté…e buona fortuna.

WALDENPONDSHORE

Dopo lungo peregrinare in Burundi, contagiato da Jim Stark, eccomi di ritorno per sponsorizzare l'arrivo nella blogosfera di Gianni. Pochi giorni fa ha aperto uno spazio tutto suo, diventando a tutti gli effetti WALDENPONDSHORE!
Per chi sa, il nome è tutto un programma, cliccare per credere.
Sarà un blog fotografico, almeno per ora, solo con scatti suoi ovviamente, e suddivisi per luoghi, situazioni o sensazioni.
Chiunque passa di qui, magari per vedere se sono morto, ci faccia un giro.
Io tornerò a pieno regime da martedì prossimo, nel frattempo...benvenuto bro'!
Nella foto: Walden in autunno...come biasimare Thoreau?
MATTINO

Nebbia
sottile velo
su asfalto
e campi
Luci
bucano
asciugando
bianco umido
Sorridi
perché è
Mattino
di nuovo
Cammini
verso forme
che mutano
si fondono
Un desiderio
ardente
ti rende libero
di respirare
Sorseggiando
nuovo caffè nero
trovi il momento
per sbocciare
Guardi il mondo
Pronto
Fremente
Diviso
Inizi a correre
L’INCROCIO

Luca smise di rispondere.
Poggiò le mani sulle tempie, poi le fece scendere sulle orecchie, quindi abbassò gli occhi.
Con grande stupore capì che stava funzionando!
Non sentiva più alcun suono, neanche ovattato.
Rialzò gli occhi e vide ancora quelle fauci mangiare avide l’aria, aprendosi e richiudendosi.
La bocca della madre, all’improvviso, aveva smesso di produrre suoni.
Tolse le mani dalle orecchie.
Sorrise.
Quel ghigno fece serrare le labbra materne con maggior ferocia. Le pieghe intorno alla bocca si gonfiavano senza sosta, le rughe scavarono la fronte ancora di più.
Luca tornò ad aver paura e proprio allora cambiò qualcosa. Iniziarono di nuovo a sbucare parole qua e là, gridate di sdegno.
Era come ascoltare un programma semi interrotto di cui si riesce ad intuire qualche brano. Gli stracci di frasi che coglieva nell’interferenza li conosceva a memoria, da anni.
Luca si alzò.
La madre si avvicinò; i suoi denti si scoprivano ad ogni ringhiata.
“Non sento niente.” Detto piano, giustificato.
Fu come se lei fosse colpita da una frustata, divenne più rossa di quel che era, una vena le si gonfiò al centro della fronte. Si avvicinò a Luca, di un passo ancora.
Luca indietreggiò.
“Non sento…”
La mano della madre partì da dietro…
“…proprio…”
…descrisse un arco ampio…
“…nien…”
…e si stampò sul viso di Luca; poi continuò il percorso di taglio, nel vuoto.
Luca sentì un dolore lancinante partire dall’orecchio e avvolgergli la testa.
Di colpo tornò l’audio.
Ma c’era solo un grande silenzio.
Una lacrima, una soltanto solcò il viso del ragazzo.
La madre tuonò: “Devi smettere di prenderci in giro!!! BASTA!!!!”
Lo stomaco di Luca fece alcune paurose contorsioni. Capì in un attimo che la sua pazienza, ebbene si, aveva un limite.
Inutili i tentativi del suo organismo di organizzare false interferenze, di eliminare parole che non poteva più ascoltare.
Tutto inutile.
Si fronteggiavano in piedi, di nuovo, per un futuro che prendeva strade divergenti.
All’incrocio.
Un passo ancora e una strada tortuosa, che non ammetteva repliche, li avrebbe distaccati per sempre.
Luca girò i tacchi e andò verso la porta.
“Dove cazzo credi di andare?!”
Il ragazzo non rispose.
“Se sei un uomo e hai le palle sotto, girati e dimmi quello che hai da dire!”
Luca si bloccò un attimo.
“GIRATI!!!”
Solo un attimo.
Poi continuò il suo percorso a passi lenti, uscì dalla porta e girò l’angolo. Arrivò al mobile a vetri e alzò la mano fino a raggiungerne la parte superiore. In punta di pedi, a tentoni tra la polvere, trovò la chiave; solo loro di famiglia sapevano a memoria dove trovarla.
Nell’altra stanza la madre continuava ad urlare qualcosa.
Luca infilò la chiave nella serratura della fuciliera e l’aprì; prelevò la doppietta da caccia del padre. Era sempre carica per le emergenze, i ladri non erano una rarità da quelle parti.
Armò il fucile e si fermò poco prima di girare l’angolo.
Sentiva ancora le sue urla.
Chiuse gli occhi.
Li riaprì.
Urla spaventose, urla senza senso.
Entrò nella stanza.
IN A SONG (IV)
15 STUPID SONGS

Con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come...
...Attenti al gorilla !
Fabrizio De André - Attenti al Gorilla
Speedy Gonzales – Pat Boone – Single -1962
Il Gorilla – Fabrizio De André – Volume Tre - 1968
Everyone – Van Morrison – Moondance – 1970
D’yer Mak’er – Led Zeppelin – Houses Of The Holy – 1973
Am I Going Insane (Radio) – Black Sabbath – Sabotage - 1975
Sherry Darling – Bruce Springsteen – The River – 1980
Girls Just Want To Have Fun – Cyndi Lauper – She’s So Unusual - 1983
The Lovecats – The Cure – Japanese Whispers - 1983
Holy Smoke – Iron Maiden – No Prayer For The Dying – 1990
Io, Lui e La Cana Femmina – Claudio Baglioni – Oltre - 1990
Shiny Happy People – R.E.M. – Out Of Time – 1991
They’re Red Hot – Red Hot Chili Peppers – Blood, Sugar, Sex , Magic – 1991
Every Morning – Sugar Ray – 14:59 - 1999
Sexx Laws – Beck – Midnite Vultures – 1999
Conquest – The White Stripes – Icky Thump – 2007
NOTA: Attenzione, Stupid Songs non significa, semplicemente, Canzoni Stupide. Almeno non nel comune senso del termine. La cosiddetta Stupidità è uno dei valori portanti della mia vita, e va intesa in un senso molto, molto più ampio.