martedì, 12 agosto 2008

COMPAGNI DI VIAGGIO

IMGA0697


postato da: babylon78 alle ore 00:30 | link | commenti (1)
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OF THIS LAND

Ascoltare la più bella canzone dei Clannad
farlo immerso nella natura incontaminata di Glendalough
non ha prezzo.
Quel testo
nato proprio come omaggio al Cuore dell'Isola Verde
ha preso vita davanti a me.
E' stato come entrare nei segreti della canzone
come rubarne un po' l'essenza.
Quel momento resterà sempre.

 

IMGA0793
How gentle was the breeze
That Surrounded the way
How loud the sea's roar on the four
Winds everyday
Sharing love, wounded gifts from
Ancient long ago
Together they closed in the circles we know

Will we treasure all the secrets with life's changing scenes
Where our hearts were warm with love
So much love

Will the flowers grow again as I open
Out my hand
Precious time
Time for healing
The beauty of this land

We will treasure all the secrets with life's changing scenes
Where our hearts were warm with love
So much love

Will the flowers grow again as I open
Out my hand
Precious time
Time for healing
The beauty of this land

How soulful those words that confuses the way
How wild the mountains stare as they guard our everyday
Take for granted noble hearts in the golden
Age that's flown
Between us recall on a strong road
We've known


postato da: babylon78 alle ore 00:16 | link | commenti (6)
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venerdì, 18 luglio 2008

THE IRISH VOLUNTEER

Uno alcuni posti non può che idealizzarli, soprattutto partendo da un certo tipo di background, e di passioni.
Immagino l’Irlanda come una terra magica, sospesa, cordiale, emotivamente calda.
Finalmente domenica saprò.
Due settimane come secondo leader per un gruppo di 30 ragazzi che parte con Master Studio; di base saremo a Dublino, al Marino College. E’ anche un impegno, mi rendo conto che non è propriamente una vacanza di svago, ma ogni tipo di preoccupazione è annullata dal luogo che andrò a raggiungere.
Ecco, io l’Irlanda me la immagino tutta come la foto postata qui sotto.
Esagero?
Non credo, a giudicare dai racconti delle persone che già sono partite e hanno lasciato mezzo cuore da quelle parti. (N.B.: forse a Waldenpondshore e Crazymary fischieranno le orecchie a questo punto…; )
Ovviamente, se il 3 agosto non sarò tornato e se qualcuno sentisse la mia mancanza, sapete benissimo dove trovarmi, ci sono solo 3 opzioni:
1 - Fatevi qualche escursione nei boschi e prima o poi mi vedrete spuntare da un cespuglio…vi dirò che la scelta è fatta, rimarrò lì, in perfetta comunione con la natura e in compagnia di elfi e gnomi.
2 -  Oppure fate il giro dei pub a Dublino e mi troverete, perennemente ubriaco di Guinness, a cantare l’inno Irlandese con qualche irish-man.
3 - Se entrambe le soluzioni non portassero frutti, allora vorrà dire che mi sono innamorato di una rossa irlandese. Questo significa che potrete incrociarmi fra i vicoli periferici di Dublino, chitarra in mano sotto un balcone, che improvviso una serenata…


…My name is Tim McDonald, I'm a native of the Isle,
I was born among old Erin's bogs when I was but a child.
My father fought in " 'Ninety-eight," for liberty so dear;
He fell upon old Vinegar Hill, like and Irish volunteer.
Then raise the harp of Erin, boys, the flag we all revere--
We'll fight and fall beneath its folds, like Irish volunteers!


classic_Irlanda12

postato da: babylon78 alle ore 18:20 | link | commenti (7)
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domenica, 06 luglio 2008

STAGIONE CINEMATOGRAFICA 2007/2008

Podio Stagione
1. INTO THE WILD
2. IL PETROLIERE
3. NON E’ UN PAESE PER VECCHI
4. TIDELAND
5
. LA PROMESSA DELL’ASSASSINO

6. RATATOUILLE
7. ONORA IL PADRE E LA MADRE

8. JUNO
9. STARDUST
10. COME D’INCANTO


11. LA FAMIGLIA SAVAGE 
12. PARANOID PARK

13. IO NON SONO QUI
14. L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES PER MANO DEL CODARDO ROBERT FORD
15. IL DIVO

16. ACROSS THE UNIVERSE
17. AMERICAN GANGSTER
18. UN BACIO ROMANTICO
19. LEONI PER AGNELLI
20. QUEL TRENO PER YUMA

postato da: babylon78 alle ore 00:00 | link | commenti (20)
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venerdì, 20 giugno 2008

3ENTA
rainbow
Capita di passare compleanni terribili.
Magari perché sono dieci anni che festeggi allo stesso modo.
Oppure sono dieci anni che non festeggi proprio, perché sei uno di quelli troppo alternativi e ‘avanti’ e continui a ripetere: “E’ un giorno come gli altri.”
Magari perché tutto il peso del tempo ti opprime così tanto che cerchi solo di non pensarci.
O ti girano le palle, senza motivo, proprio quel giorno.
Magari perché piove e sei meteopatico.
O a volte dai per scontato che alcuni debbano ricordarlo per forza, quel giorno. Poi una telefonata non arriva, un paio di messaggi saltano, e inizi a credere che per loro non conti poi così tanto, senza pensare al fatto che la gente, semplicemente, può dimenticare.
Non per cattiveria, ma perché è umano.

Poi a volte, raramente, ti capita di trascorrere un compleanno indimenticabile, che resterà marchiato a fuoco per sempre nella tua memoria.
Succede che, guarda un po’, arriva un altro 18 giugno, e stavolta compi nientemeno che 30 anni. E capita che quel giorno i Radiohead decidano di passare per Milano. E succede che ti imbarchi in 2 giorni di viaggio con amici che in realtà non sono più soltanto amici, ma veri e propri fratelli.
E il gioco è fatto.
Tra una canzone e l’altra li compi davvero i benedetti trenta, senti lo scatto netto avvenire, definitivo, irreversibile, così crudele ma naturale, mentre sei accecato dall’arcobaleno di luci, inebriato di musica.
Hai trent’anni.
Ho 30 anni.
…Cazzo.
Non avrei potuto festeggiarli meglio, o forse si, a patto che la rimanente parte della Trincea fosse stata lì con me.
Ma con loro recupererò presto, non mancherà il tempo, il modo, la voglia.
Quando i Radiohead hanno chiuso il secondo bis con Paranoid Android be’, perdonatemi, ma l’ho presa come il regalo personale della band, direttamente a me.
Per il resto un concerto incredibile, ultraterreno, pieno di sorprese…basterebbe la struggente versione di The Tourist, o il carico emozionale di How To Disappear Completely, o il chitarrismo graffiante di Just, o i suoni spaziali di Airbag, o la furia rock di 2 + 2 = 5, o il trip di The National Anthem, o la liberatoria declamazione di A Wolf At The Door, o la forza diretta e spedita di Jigsaw Fallin’ Into Place, o il crepuscolo definivo (pioggia rosso sangue) di The Gloaming.

La verità è che basterebbe semplicemente l’ abbraccio di noi 4 a fine concerto, a suggellare tutto quanto ha davvero significato.

Grazie ragazzi.

E…UN BUON NON – COMPLEANNO A ME!

postato da: babylon78 alle ore 22:35 | link | commenti (16)
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giovedì, 12 giugno 2008

BACK FROM THE ISLAND

Allora allora allora…il primo problema è: come rianimare un blog dopo 3 mesi di (quasi) assenza? Ho pensato di scrivere un post come un altro, come se niente fosse…ma non mi soddisfaceva.
Ho pensato di partire con una nuova rubrica, da aggiungere alle vecchie…ma ho deciso che questo sarà un passo successivo.
Alla fine ho capito: scriverò del perché questo posto non ha chiuso del tutto.
Ecco…
In primo luogo perché sono affezionato a Babylon, tantissimo. Sono tornato indietro ai primi giorni, in cui decisi di parlare di una giornata speciale con James Ivory, di catalogare liste da Isola Deserta, di postare i primi racconti inediti…e mi sono accorto di non aver toccato neanche un decimo di tutto quello che avrei voluto dire.
E ancora, più di qualcuno mi ha scritto in privato chiedendo notizie, lasciandomi bellissime parole appena due mesi dopo l’allentamento della pubblicazione…grazie di cuore!
Quando infine anche una lettrice silenziosa mi ha chiesto di riaprirlo, ho capito che era ora di rimettere mano alla penna (o al mouse) e di ricominciare.
Ah, dimenticavo una motivazione fondamentale: MI MANCAVATE!
Mi riferisco ovviamente ai proprietari dei blog che ho linkato qui, sulla sinistra. Mi mancava leggere la vostra opinione, mi mancava fare un salto a casa vostra per lasciare la mia. Non starò neanche a dirvi stronzate, non sono rimasto sintonizzato, non vi ho seguito senza commentare, mi sono proprio eclissato in questo periodo.
Ma eccomi qui, di nuovo.
…E per finire, la motivazione principale, quella pratica.
La verità è che non ero a Roma, né in Italia.
Ero sull’Isola, per convincere il buon Pasquale lo Squalo a tornare indietro, dai suoi cari…e la foto che vedete qui sotto è stata scattata proprio da lui, durante quello che è stato l’addio più difficile, per me.

Namasté…e buona fortuna.

Lost


postato da: babylon78 alle ore 21:07 | link | commenti (13)
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venerdì, 11 aprile 2008

WALDENPONDSHORE
walden-in-autumn

Dopo lungo peregrinare in Burundi, contagiato da Jim Stark, eccomi di ritorno per sponsorizzare l'arrivo nella blogosfera di Gianni. Pochi giorni fa ha aperto uno spazio tutto suo, diventando a tutti gli effetti WALDENPONDSHORE!
Per chi sa, il nome è tutto un programma, cliccare per credere.
Sarà un blog fotografico, almeno per ora, solo con scatti suoi ovviamente, e suddivisi per luoghi, situazioni o sensazioni.
Chiunque passa di qui, magari per vedere se sono morto, ci faccia un giro.
Io tornerò a pieno regime da martedì prossimo, nel frattempo...benvenuto bro'!

Nella foto: Walden in autunno...come biasimare Thoreau? 


postato da: babylon78 alle ore 11:21 | link | commenti (14)
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giovedì, 20 marzo 2008

MATTINO

Nebbia gelata di superficie
Nebbia
sottile velo
su asfalto
e campi

Luci
bucano
asciugando
bianco umido

Sorridi
perché è
Mattino
di nuovo

Cammini
verso forme
che mutano
si fondono

Un desiderio
ardente
ti rende libero
di respirare

Sorseggiando
nuovo caffè nero
trovi il momento
per sbocciare

Guardi il mondo
Pronto
Fremente
Diviso

Inizi a correre


postato da: babylon78 alle ore 23:00 | link | commenti (18)
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mercoledì, 12 marzo 2008

L’INCROCIO

scelta_giusta
Luca smise di rispondere.
Poggiò le mani sulle tempie, poi le fece scendere sulle orecchie, quindi abbassò gli occhi.
Con grande stupore capì che stava funzionando!
Non sentiva più alcun suono, neanche ovattato.
Rialzò gli occhi e vide ancora quelle fauci mangiare avide l’aria, aprendosi e richiudendosi.
La bocca della madre, all’improvviso, aveva smesso di produrre suoni.
Tolse le mani dalle orecchie.
Sorrise.
Quel ghigno fece serrare le labbra materne con maggior ferocia. Le pieghe intorno alla bocca si gonfiavano senza sosta, le rughe scavarono la fronte ancora di più.
Luca tornò ad aver paura e proprio allora cambiò qualcosa. Iniziarono di nuovo a sbucare parole qua e là, gridate di sdegno.
Era come ascoltare un programma semi interrotto di cui si riesce ad intuire qualche brano. Gli stracci di frasi che coglieva nell’interferenza li conosceva a memoria, da anni.
Luca si alzò.
La madre si avvicinò; i suoi denti si scoprivano ad ogni ringhiata.
“Non sento niente.” Detto piano, giustificato.
Fu come se lei  fosse colpita da una frustata, divenne più rossa di quel che era, una vena le si gonfiò al centro della fronte. Si avvicinò a Luca, di un passo ancora.
Luca indietreggiò.
“Non sento…”
La mano della madre partì da dietro…
“…proprio…”
…descrisse un arco ampio…
“…nien…”
…e si stampò sul viso di Luca; poi continuò il percorso di taglio, nel vuoto.
Luca sentì un dolore lancinante partire dall’orecchio e avvolgergli la testa.
Di colpo tornò l’audio.
Ma c’era solo un grande silenzio.
Una lacrima, una soltanto solcò il viso del ragazzo.
La madre tuonò: “Devi smettere di prenderci in giro!!! BASTA!!!!
Lo stomaco di Luca fece alcune paurose contorsioni. Capì in un attimo che la sua pazienza, ebbene si, aveva un limite.
Inutili i tentativi del suo organismo di organizzare false interferenze, di eliminare parole che non poteva più ascoltare.
Tutto inutile.
Si fronteggiavano in piedi, di nuovo, per un futuro che prendeva strade divergenti.
All’incrocio.
Un passo ancora e una strada tortuosa, che non ammetteva repliche, li avrebbe distaccati per sempre.
Luca girò i tacchi e andò verso la porta.
“Dove cazzo credi di andare?!”
Il ragazzo non rispose.
“Se sei un uomo e hai le palle sotto, girati e dimmi quello che hai da dire!”
Luca si bloccò un attimo.
GIRATI!!!
Solo un attimo.
Poi continuò il suo percorso a passi lenti, uscì dalla porta e girò l’angolo. Arrivò al mobile a vetri e alzò la mano fino a raggiungerne la parte superiore. In punta di pedi, a tentoni tra la polvere, trovò la chiave; solo loro di famiglia sapevano a memoria dove trovarla.
Nell’altra stanza la madre continuava ad urlare qualcosa.
Luca infilò la chiave nella serratura della fuciliera e l’aprì; prelevò la doppietta da caccia del padre. Era sempre carica per le emergenze, i ladri non erano una rarità da quelle parti.
Armò il fucile e si fermò poco prima di girare l’angolo.
Sentiva ancora le sue urla.
Chiuse gli occhi.
Li riaprì.
Urla spaventose, urla senza senso.
Entrò nella stanza.


postato da: babylon78 alle ore 13:22 | link | commenti (16)
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mercoledì, 05 marzo 2008

IN A SONG (IV)

15 STUPID SONGS
shiny_happy_people_1

Con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come...

...Attenti al gorilla !

Fabrizio De André - Attenti al Gorilla


Speedy Gonzales
Pat BooneSingle -
1962
Il GorillaFabrizio De AndréVolume Tre -
1968
EveryoneVan MorrisonMoondance1970
D’yer Mak’erLed ZeppelinHouses Of The Holy
1973
Am I Going Insane (Radio)Black SabbathSabotage -
1975
Sherry DarlingBruce SpringsteenThe River
1980
Girls Just Want To Have FunCyndi LauperShe’s So Unusual -
1983
The LovecatsThe CureJapanese Whispers -
1983
Holy SmokeIron MaidenNo Prayer For The Dying
1990
Io, Lui e La Cana FemminaClaudio BaglioniOltre -
1990
Shiny Happy PeopleR.E.M. Out Of Time
1991
They’re Red HotRed Hot Chili PeppersBlood, Sugar, Sex , Magic
1991
Every MorningSugar Ray14:59 -
1999
Sexx LawsBeck Midnite Vultures1999
ConquestThe White StripesIcky Thump
2007


NOTA: Attenzione, Stupid Songs non significa, semplicemente, Canzoni Stupide. Almeno non nel comune senso del termine. La cosiddetta Stupidità è uno dei valori portanti della mia vita, e va intesa in un senso molto, molto più ampio.


postato da: babylon78 alle ore 13:14 | link | commenti (18)
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